.
Annunci online

jaspersjoke
scrivo scrivo scrivo scrivo ...Cosa sono? Una rapa con un po' di barba...l'incompletezza come stile di vita
13 marzo 2011
sketchbook 038
"metto in ordine i giorni passati 
e cerco un senso, un filo che li unisca...
trovo sempre le mie parole, i miei pensieri 
a volte ricambiati, molto spesso no... 
e mi sento un burattino
dotato di ragione, conscio di esser tale

e ora vedo la realtà per quella che è 
e la sconfitta ha un suo peso 
che non voglio accogliere tra le braccia
...preferisco cercare un sorso di oblio 
piuttosto che affrontarla nuovamente

...dannato vigliacco presuntuoso..."



permalink | inviato da jaspersjoke il 13/3/2011 alle 22:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
5 febbraio 2011
sketchbook 036
"sono giorni strani, giorni di passaggio...
punti di snodo verso altri percorsi e altre strade...
sono giorni in cui vivo infinite esistenze nell'arco di poche ore
non riconoscendomi, a sera, nella persona
che si è alzata dal letto
la mattina stessa..
sono giorni in cui urlo di gioia e piango di rabbia
sono giorni in cui ho un futuro a portata di mano
e manca solo un pezzo
per delineare
il mosaico...

sono giorni instabili, umorali, bellissimi e tristi...
sono giorni che non dimenticherò...

...mai"



permalink | inviato da jaspersjoke il 5/2/2011 alle 20:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
30 novembre 2010
sketchbook 035
"e quando arriva il futuro, cosa fai ragazzo?"



permalink | inviato da jaspersjoke il 30/11/2010 alle 1:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
23 novembre 2010
sketchbook 034
"Sai cos'è che vi porta avanti? La vostra voglia di esserci, di esser lì. Magari di entrare dalla porta principale, quella meglio illuminata dai riflettori, e non di accontentarvi dei magri faretti che vi siete portati da casa e che riscaldano i vostri angoli. Sì quelli angoli che provvedete ad alimentare con un circolo di persone che a loro volta chiedono la vostra approvazione.
Dirsi bravi in un collettivo di otto elementi fa sentire forti. Voi custodi e elucubratori di una dottrina che non interessa ai più, che non porta fama nè gloria e soprattutto soldi.
Soldi? Dio, come sono venale…ma è con quelli che si va avanti e si alimenta il credo.
Le torri d'avorio non sono state mai abbattute perché voi contribuite a costruirle continuamente rinchiudendovi nel vostro mondo di critiche e di ipotetiche applicazioni che solo voi sapete condurre in porto (e che, una volta visti all'opera, il gusto che lasciate è tutto fuorché dolcezza e professionalità).
No, non c'è rabbia fino a qui se non delusione amara. Delusione amara e quasi ingenua davanti ad una cosa che si ripete in ogni mondo "culturale o artistico".
Una volta pensavo che essere in un determinato ambito, una nicchia, comprendesse una maggiore collaborazione tra le parti (fossero queste favorevoli e contrarie) al fine di portare all'attenzione di tutti quello che, nel bene o nel male, rappresentava il nostro ideale.
Se poi i colori sfumano o divergono nelle opinioni, questo non è negativo: dal caos si crea l'unico.

Ma così non è.
Scendendo nella nicchia, da un mondo mastodontico con realtà titaniche, trovo piccoli comuni, villaggi arroccati che detestano lo scambio e che sognano il potere dal basso delle loro pretese (create come? forse inculcate dall'alto dei cieli perché difetta di professionalità il vostro curriculum ed è più la passione che vi spinge a credere di esser "addetti").
Da quanti abitanti sono composti questi nuclei? Da uno massimo due. Siete isolati da tutto, raramente seguiti.
Prendetene atto.
L'umanità cerca altro…forse più frivolo forse più vero del vostro strisciante intellettualismo che maschera un gretto arrivismo e una misera sete di potere." 



permalink | inviato da jaspersjoke il 23/11/2010 alle 15:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 novembre 2010
sketchbook 032
"la prima volta dopo tanto tempo
fa sempre male
non ci sei più abituato
il fisico non è più abituato
senti ogni piccolo dolore
per il gesto
senti che devi riaccendere tutto

poi ti ricordi cosa stai facendo
allora cambia tutto

...stai tornando a sorridere"



permalink | inviato da jaspersjoke il 16/11/2010 alle 15:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 marzo 2010
sketchbook 031
nell'incontrarti c'è
il retrogusto amaro
di lasciarti andare
...prima o poi




permalink | inviato da jaspersjoke il 30/3/2010 alle 23:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
26 marzo 2010
sketchbook 030
un giorno come un punto fermo
nello spazio, nel tempo...
un giorno come insieme di istanti
ogni istante, un mondo...
un mondo senza tempo...
almeno vorrei che fosse stato così
nel concentrarsi su di una sola cosa
nel cercare di comprenderla, di averla
senza riuscire mai a colmare il bisogno
senza voler colmare il bisogno
avrei voluto che il tempo si congelasse

e così sarà ogni volta...





permalink | inviato da jaspersjoke il 26/3/2010 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
24 marzo 2008
sketchbook 016
"Scendono fulmini e lampi, rombo di tuoni e spasmi di luce.
L'acqua non arriva. Non nel bicchiere tinto di rosso, non
contro i vetri sporchi. Non nella mente in attesa di refrigerio.
Non sulla strada quotidiana per renderla più scivolosa,
più accidentata. Far perdere l'equilibrio sperando in una
caduta. All'indietro, con i piedi che volano in aria e la testa
che si immerge in un dislivello dell'asfalto colmo di acqua.
Attendere questo istante più di ogni altra cosa per rialzarsi
madidi e sporchi.
Attendere di toccare la base per tornar su più eretti.
Solo fulmini, lampi e rombo di tuoni.
Nessuna goccia che dia brivido.
Solo tanto rumore per non riposare in pace"



permalink | inviato da jaspersjoke il 24/3/2008 alle 21:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
22 marzo 2008
sketchbook 015
"gira veloce la ruota sul selciato: rimbalza nelle buche
scuotendo il manubrio con un fremito e taglia pozzanghere
ripiene di acqua stagnante. Una goccia evita l'aggancio
del freno anteriore. Una goccia cade sulla mano stretta
al freno posteriore. Le gambe sono un pistone che prova
dolore: ha dimenticato cosa vuol dire correre. Ha dimenticato
cosa vuol dire accelerare tutto. L'MS è ormai un cadavere
putrescente dove un tizzone di vita fiammeggiante tenta
di sopravvivere. Una goccia stende l'ultima possibilità di
una boccata di fumo acre.
Sputa il mozzicone e continua a pedalare tra i flash dei lampi
e gli ombrelli che fioriscono lungo la via. Si sposta a destra;
tentenna a sinistra e accorcia passaggi.
Ma è troppo tardi per correre e le nuvole lo seguono da vicino.
Ogni metro può essere il confine prima che tutto cambi.
Ogni luce può essere l'ultima prima di cadere nel buio fitto
composto dall'acqua.
E il mondo viene giù quando ormai l'ombrello è solo
un inutile orpello per sbarrare la strada al liquido freddo.
Un intero mare di particelle si riversa su di lui
accompagnato dalla rabbia del vento.

Ferma il suo pedalare; ferma il suo pensare e il suo voler
andare...può solo spalancare la bocca e urlare a pieni polmoni"



permalink | inviato da jaspersjoke il 22/3/2008 alle 23:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
22 marzo 2008
sketchbook 014
"Ti alzi in piedi e stendi le braccia accogliendo il vento.
Chiudi gli occhi e sorridi aspettando che il sole illumini il tuo volto.
Invidio la natura perchè so che non ti prenderò mai
con lo stesso trasporto e intensità"



permalink | inviato da jaspersjoke il 22/3/2008 alle 13:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 marzo 2008
sketchbook 013
"posa il bicchiere sul bordo del tavolo e si allontana.
Ha chiesto qualcosa di leggero e l'ha assorbito senza
batter ciglio. Si appoggia al muro e fissa un punto incerto.
Non vuole parlare e, al tempo stesso, non attende altro
se non l'incipit. Ma quello deve giungere dall'esterno. Non
da lei. Deve giungere dalla controparte che è ancora intenta
a fissare l'ennesima sigaretta battuta sul pacchetto. Gesto
insulso che non ha mai compreso fino in fondo ma è pur
sempre un modo per darsi un tono quando si vuole rifuggire
da ciò che si sta vivendo. Non trova l'accendino: non è più
nella tasca. E' vicino a lei. Lì su quel mobile a due passi
dal tocco delle sue dita. Si alza dalla sedia; le sfila davanti
e afferra il pezzetto di plastica con rotella annessa.
'Click!'
Aspira la prima boccata e si volta: non trova uno sguardo a
ricambiare il suo. Trova solo il freddo. E la punta delle sue
dita che gioca con le labbra. La cicca ora ha un sapore
amaro..."





permalink | inviato da jaspersjoke il 17/3/2008 alle 21:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
16 marzo 2008
sketchbook 012
"sono diventato parte di te. Un solo corpo su un letto insignificante.
Ti guardo alla luce di una lampadina mal sistemata: vorrei poesia
in questo momento ma trovo solo un angolo di normalità.
Eppure io sono in te. Io sono parte di te.
Assaporare ancora il margine delle tue labbra; sentirle scivolare
sotto un leggero morso e poi risalire a cercare ancora la punta
della tua lingua. Cercare i tuoi occhi baciandoti e scoprire il tuo
sguardo mentre ci perdiamo in quest'istante.
Fin dal primo momento, ho sentito passione. Piacevolmente
travolto dal tuo fare aggressivo, dal tuo voler unificare le linee
della pelle e regalarmi il tuo calore.
"Io sono nero o bianco - mi hai detto una volta - non esistono
mezzi toni" ...e adoro far l'amore con te...ma questo era solo
un sussurro tra le pieghe di piani orizzontali che accoglievano
il nostro piacere e i nostri sensi. E di tutto questo, ricordo solo
un dischiudersi di labbra e due occhi che rilasciavano amore."




permalink | inviato da jaspersjoke il 16/3/2008 alle 3:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
13 marzo 2008
sketchbook 010
"se ne sta lì, a rigirare una bottiglia tra le dita, con la cicca che gli pende
dalle labbra e gli irrita l'occhio. Appoggiato ad un portone chiuso, nella linea
che divide uno  scampolo di luce regalata da un lampione che ha visto tempi
migliori e l'ombra notturna.
Basta poco a volte per far cambiare passo alle persone che arrivano
e proseguono oltre. Se ne rende conto per il suo abbigliamento.
Se ne rende conto per la sua postura forzata dall'impossibilità di trovare
un posto a sedere lì intorno, fosse anche un gradino o un rialzo.
Se ne rende conto perchè non sta sorridendo: ha un volto stanco e perso
chissà dove, intento nella ricerca di qualcosa di non ben definito.
Contro quel portone c'è l'unico posto libero per tirare il fiato all'apice di
una giornata cominciata con lo stomaco a pezzi e finita con i piedi doloranti.
Il cielo non aiuta: è coperto e solo uno spicchio di luna si trascina a stento
oltre le nuvole che lo nascondono continuamente.
Ha dato un taglio a tutto per questo.
Preferisce esser consumato da qualcosa che può apparentemente comandare.
La brace tocca il filtro. L'ultimo sorso è preso dal fondo verde.
Fari di un'auto lo inquadrano. Rumore di portiere:
'Andiamo?'
'Andiamo'"



permalink | inviato da jaspersjoke il 13/3/2008 alle 1:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
20 febbraio 2008
sketchbook 008
"Ero a prendere un caffè al bar ed ho avuto l'idea. Quell'idea perfetta
che ti fa scrivere il libro della vita, quello che ti darà da mangiare fino
al buio finale. Sono uscito buttando i soldi sul bancone - il barista mi
ha guardato male - ed ho comprato un blocco nuovo, con le pagine
leggere. Mi sono seduto in mezzo alla strada, intralciando il traffico
ed ho scritto a chiare lettere 'creazione non disturbare' sul primo
foglio. L'ho strappato e messo sul marciapiedi davanti a me.
Qualcuno mi ha lanciato 20 centesimi. Qualcun altro ha minacciato
di chiamare i vigili. Qualcuno mi ha sorriso. Qualcuno mi ha saltato.
Ho scritto la prima riga e mi sentivo dio. Ho scritto la seconda e
già scendevo nelle nubi. Alla terza distinguevo la costa dal mare.
Alla quarta vedevo i tetti della mia città. Alla quinta ero tornato in me.
Mi sono alzato; ho riposto il blocchetto nella borsa e sono andato a
prendere un altro caffè. Niente di speciale. Solo orgasmi interrotti"




permalink | inviato da jaspersjoke il 20/2/2008 alle 1:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
4 gennaio 2008
sketchbook 001
Meglio sperare senza sparire a metà strada
dicendo "io lo sapevo che finiva così"



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sketchbook

permalink | inviato da jaspersjoke il 4/1/2008 alle 23:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia
febbraio       

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Una certezza


"If you're so funny, then why are you on your own tonight?
And if you're so clever, then why are you on your own tonight?
If you're so very entertaining, then why are your own tonight?
If you're so very good looking, why do you sleep alone tonight?
I know, because tonight is just like any other night,
It's why you're own tonight."